GemellArte 2020 Ozmo e Il Cortegiano conquistano la Francia

Nonostante l’emergenza Covid, l’arte non si ferma: grazie a GemellArte, Festival internazionale di arte contemporanea che porta l’artista italiano Ozmo e la sua opera a Saint-Ouen-sur-Seine. Per una rinascita urbana e sociale

Un progetto di rigenerazione urbana ma anche un messaggio di speranza e rinascita, attraverso l’arte urbana: a promuoverlo è GemellArte, Festival internazionale di arte contemporanea, nato per rivitalizzare i gemellaggi fra le città italiane e straniere e valorizzarne il patrimonio locale.

Nel segno dell’antico legame esistente tra Italia e Francia e di una “Renaissance” (questo è il titolo dell’edizione 2020 del Festival) che in questo momento storico, fortemente caratterizzato dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19, assume un significato ancora più importante e profondo.

Il Festival, organizzato da Gn Media sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciata francese in Italia e dell’Institut Français Italia, getta un nuovo ponte fra la città italiana di Terni, in Umbria, e Saint-Ouen-sur-Seine (Parigi), gemellate dal 1962, attraverso le due residenze artistiche parallele i cui vincitori sono stati individuati attraverso una call internazionale andata a segno lo scorso ottobre.

Dopo la residenza dell’artista francese Caroline Derveaux, che ha eseguito due murales a Terni dando nuova vita e colore a due muri dimenticati e vittima del degrado, oggi è il giorno dell’artista italiano “Ozmo”: uno dei pionieri e dei maggiori esponenti internazionali di arte urbana, protagonista di mostre e interventi monumentali nelle più importanti capitali dell’arte contemporanea e urbana, che svela oggi il suo ultimo capolavoro realizzato a Saint-Ouen, nel quartiere di Soubise, teatro di drammatici episodi di cronaca e che ora torna a vivere e a risplendere. Grazie all’opera permanente di Ozmo, ispirata a ‘Il Cortegiano’, il ritratto che Raffaello Sanzio fece di Baldassare Castiglione, intellettuale di spicco del Rinascimento italiano, alla corte di Elisabetta Gonzaga a Urbino.

Fresque GemellArte Ozmo terminée. Vieux Saint-Ouen – 201120

Sono felice e onorato di aver potuto lavorare in un contesto così denso di stimoli e stratificazioni sociali, etniche e urbanistiche come Saint-Ouen – commenta Ozmo presentando la sua creazione Spero che l’opera sia di stimolo per il difficile quartiere in cui é collocata e che dopo l’episodio di scontro tra bande giovanili che l’ha portata alla ribalta della cronaca qualche tempo fa per questa zona ci sia un vero Rinascimento”.

All’entusiasmo dell’arista fa eco quello di Tiziana Zumbo Vital, storica dell’arte, curatrice del Festival GemellArte a Saint-Ouen-Sur-Seine: “Sono molto contenta di come si è svolta la residenza di Ozmo: l’interazione con il quartiere è stata molto interessante, il suo lavoro ha sedotto giovani e anziani che hanno seguito con grande attenzione l’evolversi dell’opera. Il risultato finale ha superato tutte le aspettative perché questo dipinto, oltre ad essere di una grandissima qualità artistica, è già diventato già patrimonio locale. Non potevo aspettarmi di più”.

Il potere dell’arte, del resto, è anche questo: secondo Chiara Ronchini, direttore artistico del Festival: “Vedere il lavoro che Ozmo ha realizzato in pochi giorni, riuscendo in un’impresa titanica, nel mezzo di una pandemia, tra problemi, complicazioni e restrizioni, ci dona quella fiducia e quella speranza di continuare, nonostante tutto, nella direzione della bellezza. Una Renaissance che non smetterà mai di rigenerare un mondo dove l’arte è chiamata in prima fila a combattere per salvaguardare i nostri animi. La bellezza e la potenza del lavoro di Ozmo rappresentano un racconto simbolico tra storia e contemporaneo, che restituisce alla città un luogo magico dove poter sognare, immaginare, e andare oltre”.

Soddisfazione, infine, anche da parte degli organizzatori, per un’edizione del Festival di indubbio successo: “Quello che celebriamo oggi a Saint-Ouen è una sorta di ‘miracolo terrestre’. Non soltanto dal punto di vista artistico, che è merito di un artista sicuramente divino qual è Ozmo, ma anche dal punto di vista sociale, culturale e politico”, spiega Alessio Crisantemi, presidente di Gn Media, organizzatore del Festival. “Grazie a questa seconda edizione di GemellArte, incentrata sulla Street art e sul tema della Rinascita, abbiamo assistito alla rigenerazione di un’area urbana – a Saint-Ouen, così come è avvenuto nei giorni scorsi anche a Terni – restituendo uno spazio alla collettività. Ma restituendolo in una rinnovata veste che lo rende nuovamente accessibile alla cittadinanza. Per una vera e propria “Renaissance”, sotto il profilo urbanistico, ma anche morale. Che è ciò in cui l’arte riesce sempre, e ancor più la Street art.

Questi giorni di residenza sono stati infatti caratterizzati non soltanto dal duro lavoro dell’artista Ozmo – a cui va il nostro più profondo ringraziamento per essersi messo in gioco e aver partecipato alla nostra iniziativa – ma anche dalla straordinaria partecipazione della città di Saint-Ouen, sia attraverso la sua Amministrazione sia attraverso l’intera cittadinanza. Che ha apprezzato, supportato e incoraggiato questa operazione.

Per una vera Rinascita con cui si rinnova il patto di amicizia tra le città di Terni e Saint-Ouen che sono certo continuerà a risplendere nel corso del tempo, anche attraverso l’arte”.

LA BIO DI OZMO

Gionata Gesi, in arte “Ozmo”, è nato a Pontedera, Pisa, si forma all’Accademia di Belle arti di Firenze. È già presente sin dagli anni ’90 nell’underground del writing/graffiti italiani, nel 2001 si muove a Milano, collaborando con le maggiori gallerie d’arte della città, firmandosi con il suo nome di battesimo. Contemporaneamente interviene nello spazio pubblico con la sua tag: ‘Ozmo’, gettando le basi per quella che poi sarebbe diventata la Street art italiana, di cui è stato uno dei pionieri ed esponenti a livello internazionale.

I suoi interventi sono caratterizzati da un immaginario carico di simboli e immagini che spaziano fra la storia dell’arte, la cultura pop, il linguaggio pubblicitario e l’illustrazione enciclopedica.

Dal 2003 le opere di Ozmo sono presenti nel circuito delle fiere d’arte e dei galleristi privati italiani e in importanti collezioni pubbliche museali.

Tra le mostre italiane: Palazzo della Ragione (2005), Pac (2007) , Palazzo Reale (2007), fino alla sua personale “Pre Giudizio Universale”, al Museo del 900 di Milano e alla realizzazione di un’opera permanente sulla terrazza del Museo Museo di Arte Contemporanea a Roma, nel 2012.

Ozmo ha realizzato mostre e interventi di arte pubblica monumentale nelle più importanti capitali dell’arte contemporanea e urbana: New York, Miami, Chicago, San Francisco, Londra, Shanghai, Parigi, Baltimora, Berlino, San Paolo, L’Avana, Beirut, Milano, Roma. Vive e lavora tra Milano e Parigi.

IL PROGETTO DI RESIDENZA

L’opera realizzata dall’artista italiano per la città Saint-Ouen è un murale ispirato a ‘Il Cortegiano’: il ritratto che Raffaello Sanzio fece di Baldassare Castiglione, intellettuale di spicco del Rinascimento italiano, alla corte di Elisabetta Gonzaga a Urbino. Un capolavoro di tale successo che lo stesso Francesco I re di Francia ne rimase impressionato, lo fece riprodurre e distribuire a ciascuno dei suoi cortigiani: da qui il filo conduttore tra Italia e Francia. Ozmo ha quindi ideato una reinterpretazione de ‘Il Cortegiano’ con l’aggiunta di layers che dialogano tra loro aprendo nuovi significati semantici e concettuali all’opera originaria.